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Ah la fiducia, dicono...

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Ah la fiducia, dicono... Votare la sfiducia…Non fidarsi è meglio, dice un proverbio corrente e banale. Ma un uomo senza fiducia, uno che non si fida e di cui non ti puoi fidare non è più un uomo. Non si tratta di essere senza difetti. Meritare fiducia non è questione di perfezione, è questione di cuore. Di saper riprendere, di tenacia. Di desiderare sempre. L’uomo che si fida è un uomo forte, perché chi desidera è forte. Ma è anche per così dire uno che accetta di mettersi in stato di debolezza, perché si espone a un rischio. Mette il suo desiderio nelle mani di un altro. E se lo si tradisce, fa bene Dante a cacciarci in fondo all’inferno. Perché tradire la fiducia è tradire il desiderio. Che è la cosa più sacra che abbiamo. La cosa più umana. La nostra luce nativa. La poesia sa che cosa delicata e suprema sia fidarsi. E meritare la fiducia, non per presunta perfezione, ma per ardore. Quando un poeta di lungo corso come Alberto Nessi, nel suo libro antologico con inediti “Ladro di minuzie” (Casagrande) scrive, rivolgendosi alla moglie: “Come no, qualcosa resta di noi, l’eco di un’ora/ sui prati scompigliati, lo stupore/ davanti l’alba, l’albero che rassicura/ come una mano intorno alla mano del bambino/ sulla strada di casa (…)” significa che ha accettato la sfida: ha fiducia che non sia vano il vivere, desiderio senza traccia. La fiducia del poeta non è mai babbea. Nessi non chiude gli occhi di fronte agli orrori di cui siamo capaci. E di cui la società soffre. Anzi li sa scovare e ce ne fa sentire il sale sulle ferite. Sa che la vita è esposta a “maltempo” che travolge. Ma se ruba minuzie in giro, sguardi di lavoratori, erbe, panorami di lago, alberi selvatici è perché sa –con la irrefutabile chiarezza del suo sguardo- che la vita merita fiducia, che fidarsi è meglio. Da un uomo che festeggia i suoi 70 passati con alacre impegno e cortesia di poeta possiamo imparare, meglio che da tanti affannati letterati o uomini pubblici, cosa sia la fiducia. Se solo tendiamo l’orecchio e il cuore all’ascolto della sua voce. Le è riservato il prodigio che accade in non molti uomini e artisti: andare, voce ormai carica d’anni, verso una giovinezza non più individuale, verso la condivisione di un desiderio che si rinnova.
 

Appuntamenti

28 febbraio h10 - Colloqui fiorentini, Firenze
28 pom e 29 mattina - laboratorio e scuola Sezze e Priverno (Lt)
3 marzo h 17 - Bari Università incontro con G.Nunziante regista e autore, su "Raccontare l'umano"
5 marzo h 19 - workshop scrittura Camplus Bononia
6 marzo h 18 - Siena Conferenza su Eliot
7 marzo h 17,30 - master traduzione Misano, fondazione S. Pellegrino (Rimini)
8 marzo h 18 - Forlì inaugurazione del bookshop "Cartacanta"

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