Se ne fotte se non la chiamano più regina. Lei lo è, anche se il trono è finito chissà dove, e la corte è dispersa. La voce è forse un poco arrochita. Ma quando si propaga nelle stanze, per i corridoi pericolanti e per le scale che da tempo quasi nessuno percorre, ridiventa la sua voce di ragazza, ritrova il suo tono, la nota. E la sua eco è sempre quella. Non c’è chi, anche tra coloro che stanno combattendo per un pezzo di stoffa o un cartone di riso, non la riconosca. E nel gesto, in certi lampi degli occhi, si vede ancora benissimo da dove viene la Signora. Io sto vicino ai gradini. Mi ubriaca la mente, la accende. Mi fa essere più ragionevole e più matto di libertà. Mi sbatte contro il muro. Mi lancia verso la grande aria del mare. E poi sosta. Lascia appesi col cuore alla luna. Sempre notte, sempre giorno. Non so cosa farci. E’ lei, la poesia.
“Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore rida la primavera…”
PROSSIME LETTURE-CONFERENZE
Esce a Caracas, Venezuela, “Il bar del tiempo Y otros poemas” di Davide Rondoni. La presentazione avverrà domenica 18 maggio, ore 11.00, Caracas, durante il “5to Festival Mondiale di Poesia” nella capitale venezuelana, che avrà luogo dal 18 al 25 maggio 2008.
23-24-25 maggio 2008, Fabriano. Festival di poesia e arti varie, “Poiesis. Passione nella città del fare”. Per info visitare il sito: www.poiesis-fabriano.it
E’ sempre notte, sempre giorno
E’ sempre notte, sempre giorno i cancelli del mondo, il tuo volto
si aprono, non aprono sempre notte sempre giorno,
la vita intera come uno che ha intravisto e sta per ricordarsi di qualcosa